Un po’ di Elisa

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Non ho mai creduto nelle favole. Ma nei sogni, sì. Ebbene, questa è la mia storia, il mio sogno e il mio viaggio.

Mi chiamo Elisa e avevo appena sei anni quando ho iniziato a prendere furtivamente la vecchia macchina fotografica analogica per non dire preistorica di mia madre.Dove andavo? In giardino. Cosa fotografavo? Qualsiasi cosa cogliesse il mio sguardo.Facile, direte voi. E invece, non avete idea di come dovessi giustificarmi con mia madre quando si andava a sviluppareil rullino: “Mamma ma non ti ricordi nemmeno di averle scattate?”L’analogico mi ha fatto compagnia fino ai diciotto anni e poi la prima compatta digitale mi ha accompagnato in giro per il mondo: Parigi, Londra, Barcellona, Dublino, da Il Cairo ad Abu Simbel passando attraverso il Deserto del Sinai, Istanbul, Atene, Edimburgo e infine la Cappadocia.E se si dice che l’importante non è la meta quanto il viaggio, devo ammettere che il mio passaporto è stato solo un alibi per immortalare momenti, volti, mani, sguardi e sorrisi piuttosto che panorami. E non certo perché il contesto non meritasse una degna attenzione fotografica ma perché sono le persone a fare la vita ed è quella che voglio cogliere.  In un giorno ci sono 24 ore, 1440 minuti e 86400 secondi: la mia ambizione è quella di bloccare il tempo e catturare proprio quell’istante che fra tanti altri fa la differenza nella di vita di chi si trova nel mio obiettivo. La fotografia è quell’arte che sposandosi con la tecnica e con lo stile permette di fare esattamente questo. Fermare un ricordo: trasformarlo in memoria.Tu che sei davanti al mio obiettivo in quel preciso secondo sai che stai vivendo uno dei momenti più belli del tuo “viaggio”: il tuo matrimonio, la tua maternità o paternità, i primi giorni di vita di tuo figlio ma anche semplicemente una passeggiata nel parco o lungo la spiaggia. Io che sono dietro il mio obiettivo in quel preciso secondo so che posso rendere indelebile il tuo ricordo, facendo in modo che tu possa riviverlo ogni volta che vorrai.Elisa Artphoto è nato nell’agosto 2014 all’alba di un sole turco e a bordo di una mongolfiera nell’entroterra della Cappadocia.Catturare quella luce così naturale ma al contempo così suggestiva mi ha fatto realizzare che avrei potuto avere abbastanza coraggio da poterlo fare anche per altri, raccontare il loro “viaggio” così come io stavo narrando il mio.

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