The dream workshop – Napoli

Bene.

E’ passato decisamente molto, troppo tempo prima che io avessi il giusto momento per aggiornare il blog.

Ma quale momento migliore per parlare di un workshop il marzo alle porte ne promette un altro altrettanto meraviglioso?

 

 

Le immagini che potete vedere sono quelle di un tiepido e mite Ottobre, passato in due giorni a Napoli assieme alla mia insegnante Michela Magnani, ospiti di Orsola del Prete, una grande collega di Fratta Maggiore.

Abbiamo passato questi giorni tra neonati, albe e tramonti.

Ho potuto ripetere e rivedere a distanza di un anno dal Newborn workshop le tecniche che accompagnano questo genere di fotografia, con un anno di esperienza alle spalle ho rivisto tutto con occhi più consapevoli e si sa ‘repetita iuvant’ e così è stato. Ho appreso molto di più di quanto mi aspettassi proprio grazie all’anno passato a studiare e a lavorare su questo ambito così delicato e unico, che accompagna un momento magico per ogni famiglia che accoglie una nuova vita.

Ho potuto confrontarmi di nuovo con serietà e studio alla fotografia maternity per cogliere il meglio di una donna e della coppia sia in studio che all’esterno, potendo contare su tutto lo splendore che un tramonto può regalarci a livello fotografico e ridare respiro a ciò che al ‘The light workshop’ avevo imparato: l’incredibile unicità dello scatto in controluce.

E ho avuto il privilegio di essere assieme alla mia famiglia tra i modelli del corso, proprio durante la sessione all’alba.

Ho sperimentato l’unicità di quel momento, e cosa provano le famiglie che io fotografo. Oltre alla fatica di essere davanti all’obiettivo, la gioia nel vedere i miei ricordi fermi per sempre. Immortalati da professionisti che hanno saputo usare le tecniche giuste per sfruttare tutto ciò che la luce ci può dare!

Tra i miei buoni propositi per la vita ora ho infatti quello di fermare ‘come si deve’ il tempo della mia famiglia una/due volte l’anno, dove anche io mi metterò in gioco per poter lasciare al nostro passato qualcosa di irripetibile.

Perché è proprio così: irripetibile, e quindi bisogna prendersene cura, e non lasciarcela sfuggire dalle mani questa vita che così in fretta corre via…veloce e di corsa.

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Foto Michela Magnani Photography

 

 

 

The light workshop_Michela Magnani Photography…un’esperienza incredibile

“La luce è tutto nella fotografia. TUTTO.” M. Magnani

E con questa premessa alla base è iniziata la mia tanto sognata TRE giorni immersa nella luce, nei prati, con i bimbi, con meravigliose colleghe…per imparare a conoscere dalla professionista che ammiro e che credo sia capace di poter trasmettere in modo meraviglioso tutto ciò che sa.

Mentre io, tutto quello che credevo di sapere, l’ho accantonato…l’ho lasciato sul treno dell’andata per MILANO. E ho fatto bene. Non mi sarebbe servito molto perché è stato quasi un reset, per poter riscrivere dal principio un nuovo modo di disegnare davvero un’immagine con la fondamentale scrittura che il cielo ci regala.

Il primo tramonto ha creato in me in totale caos: la luce forte, i bimbi che saltavano nell’acqua, il caldo, e ancora gli insetti… oddio cosa sta succedendo…non riesco più a fare nulla?!?…ma riguardando tutto con calma a monitor mi sono resa immediatamente conto che era quello il risultato che credevo inarrivabile…ma per poterlo fare era necessario rimettere davvero in gioco tutto. Tutto quanto.  E soprattutto mantenere i nervi saldi, sapere dove si vuole arrivare e andare verso l’obiettivo…senza distrazioni!!

Il tramonto del giorno dopo ci ha spiazzate con una brutta nuvola bassa, ma la gravidanza che abbiamo fotografato ci ha fatte comunque divertite giocando con la luce diffusa che ha creato e anche questo è stato importante per non perdersi d’animo anche quando le condizioni meteo (imprevedibili per definizione!) ci sorprendono con sorprese inattese…

Ma la vera meraviglia si è materializzata di fronte a noi all’alba della mattina dopo, abbiamo visto il sole nascere, spuntare lento dietro gli alberi, illuminare delicatamente  le bellissime famiglie che erano davanti a noi pronte per farsi fotografare. Pronte per fermare il tempo attraverso ricordi che resteranno davvero unici.

L’emozione più grande è stata fotografare la nostra collega, Elena Sinigaglia, che ci ha fatto la bellissima sorpresa di prestarsi per qualche scatto, in uno dei momenti più intimi e magici che una mamma può vivere: l’allattamento.

Già amavo la luce, già la inseguivo in tutto quello che faccio, in tutto quello che cerco…adesso vivo un costante senso innamoramento quasi totalizzante…che mi spinge a cercare ogni volta sempre di più quel miglioramento che è fondamentale per non fermarsi mai, per non arrivare mai…perchè la crescita è in costante divenire. Impegnarsi, studiare, provare, sperimentare…e non credere mai di essere vincenti. Credo che una parte del segreto sia anche qui, nell’umiltà di imparare sempre.

Un ringraziamento dal cuore va a LEI: Michela, per la sua infinita professionalità, per l’artista che è in lei, per la donna e madre che è, per tutto quello che ogni volta da lei cerco con impegno di imparare…e che spero di poter fare di nuovo. Imparare da lei è un onore, starle accanto un piacere. GRAZIE.

E un abbraccio a tutte le colleghe con cui ho condiviso un momento così importante!!!

E adesso meglio che io vada a fare la danza del sole…perchè questa estate un pochino ce lo sta facendo implorare!!!

 

 

Quel caldo che ancora non scotta | love session

Un magico pomeriggio, il primo sabato pomeriggio di marzo in cui si poteva stare in maglietta…e ci siamo presi tutto di quella luce così forte ma di cui, dopo l’inverno, davvero si sentiva il bisogno.

Assieme siamo andati in esplorazione alla ricerca di una location, che si è rivelata poi essere una delle mie preferite…mi hanno seguita anche saltando davvero i fossi!!

E ne è valsa la pena…davanti a noi si è aperto uno spazio sconfinato tutto per loro. IMG_2320IMG_2342IMG_2361IMG_2425IMG_2435IMG_2443IMG_2463IMG_2494IMG_2503IMG_2521IMG_2528IMG_2593IMG_2628IMG_2680-ModificaIMG_2708IMG_2714IMG_2741IMG_2755

Carlotta e Matteo.

Non potevo non dedicare a loro un articolo del blog…

Sorelle

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Sorelle.

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Sangue dello stesso sangue. Un’anima divisa in due corpi.

Un legame che mi ha sempre affascinata e rapita. Perchè io sono figlia unica, e se avessi potuto esprimere un desiderio avrei voluto una sorella. Un’altra donna che come me affronta la vita, ma in maniera diversa…ma accanto a me.

img_0488img_1189img_0502In questo piccolo progetto ho cercato di interpretare questa unione con le mie immagini.

Le mie immagini non vogliono essere la vera e razionale rappresentazione di loro, ma solamente quello che io riesco a percepire, e il che più delle volte mi colpisce dritta al petto…quindi tutto si stravolge in un’interpretazioni emotiva ed emozionante.

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Gli sguardi che non hanno bisogno di parole, gli abbracci che sanno dove abbracciare, sanno cosa stringono, sanno quello che hanno. Pronti a correre in soccorso l’una per l’altra, sempre.

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Perché la vita passa e anche veloce ma le cose davvero importanti restano, e questo legame ne è la prova concreta e quotidiana.

Si dice che la vera famiglia è quella che scegliamo, senza la necessità di condividere gli stessi cromosomi. E’ vero, lo sappiamo tutti, ma molto spesso il legame tra le sorelle è il più forte in assoluto. Quello che vince su tutto, sui litigi, sugli allontanamenti, sui genitori a volte, sugli amici…su tutto, ma anche su tutti.

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Due donne legate sono una forza della natura, sono indivisibili…e io loro le ho viste così.

Fin da piccole, fin dall’inizio, loro ci sono.
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Una donna forte sa portare la gonna.

 

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Il JUJITSU: l’arte gentile.

Perché questo letteralmente significa.

Linda Ragazzi: Maestro V Dan e Atleta di JuJitsu. 

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10 Volte Campionessa Italiana. Campionessa Mondiale U21 Duo Mix 2005, Argento World Games Duo System 2009.

E lei, Linda, il Jujitsu lo sente sotto la pelle, lo porta dentro lo trasmette ai suoi allievi e a chi le sta accanto. Con la forte personalità di chi guida, ma allo stesso tempo riesca ad accompagnare, a insegnare una strada: la strada. 

Per riuscire a trasmettere arti così complesse, sottili e raffinate serve ‘portarle addosso’, sentirle proprie. Serve poterle unire in modo saldo e allo stesso tempo equilibrato alla propria vita. 

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E allora è arrivata la mia fotografia, lo scatto che voleva esprimere la sua arte tecnica, la sua femminilità più donna e l’unione di tutto ciò che è lei nel suo intimo. IMG_9526

Mi sono lasciata ispirare, prima di scattare ho ascoltato, ho respirato profondamente e ho cercato di entrare in sintonia guidandola ad essere sé stessa di fronte alla fotocamera.

Ci sono riuscita!

Linda è stata leale e rispettosa con me come nella sua disciplina. Forte e delicata. Si è prima lasciata trasportare e poi mi ha trasportata e insieme abbiamo chiuso il cerchio che ci ha unite nello stesso ‘obiettivo’: l’immagine di lei più reale.

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Dopo qualche scatto in kimono…dopo qualche scatto al suo lato più femminile …ci siamo guardate e senza parlare abbiamo deciso che quelle due parti che formano la sua essenza dovevano essere unite…e con un sorriso su entrambi i nostri visi abbiamo saputo cogliere la sua completezza.

Il risultato è una fotografia che racconta la luce straordinaria che tramonta e riflette attraverso la gonna lunga di una Donna forte che sa difendersi e difendere, che emoziona con un sorriso inaspettato e uno sguardo diretto, ma prima di ogni cosa con l’arte gentile che lei padroneggia. E io, di fronte a lei, ero una fotografa molto emozionata.

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Quando il pancione diventa un quadro

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Il BUMP PAINTING, una variante del bodypainting: un’arte vera e propria, che invece di utilizzare l’intero corpo, come tela utilizza soltanto il pancione della futura mamma!

Anticamente questa forma d’arte veniva utilizzata per scopi religiosi e propiziatori, ma anche a scopo protettivo.

I colori con cui la pittura del corpo viene eseguita però hanno una durata molto limitata, ecco perchè viene associata spesso alla fotografia: per immortalare un attimo e conservare per sempre la creazione dell’artista.

Ecco quindi spiegato il motivo della mia presenza alla lezione finale del corso di accompagnamento al parto di Margherita Bergamini (ostetrica) e Raffaella Giovanardi (psicologa).

Sono una fotografa fortunata.IMG_8905

Con la mia forma d’arte ho potuto dare per sempre memoria ad un’altra forma d’arte. Perchè i futuri papà che hanno dipinto, non solo hanno colorato, ma come alle origini, loro hanno “protetto”. Hanno saputo dare un’immagine al loro amore e alla loro emozione. Hanno saputo cogliere con estrema delicatezza le sfumature del momento intimo e dell’intesa che si è creata tra la coppia. Proprio come un bozzolo per una farfalla, hanno colorato la loro crisalide, nell’attesa di diventare una meravigliosa farfalla: la loro famiglia.

Durante la colorazione del pancione è stata semplicemente affascinante l’atmosfera che si è venuta a creare: il silenzio pacato interrotto solo da parole sussurrate o risate spontanee, frasi brevi di intesa che lasciavano intuire un fortissimo legame confidenziale tra le coppie.

IMG_8934Mi sono sentita davvero beata a poter gironzolare tra di loro, sdraiarmi al loro fianco per cercare l’angolazione giusta, avvicinarmi per cogliere le loro emozioni meglio e sentirle da vicino per poi allontanarmi osservandoli senza disturbare e rubare un loro momento.

Ringrazio davvero di cuore queste coppie e le professioniste che li hanno accompagnati in questo percorso fondamentale, per avermi dato un’opportunità di crescita professionale e personale.

MATERNITA’